mercoledì 10 settembre 2008

Appello manifestazione 11 ottobre

UN’ALTRA ITALIA, UN’ALTRA POLITICA

Roma 10 settembre 2008

Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale l'emergenza è evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali valori di umanità.
Questa è la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella finanziaria è solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione e le teorie liberiste che l´hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente, ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il più grave è la crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un´altra idea di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle
persone. E´ una risposta che non può tardare ed è l´unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica.
Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di un´opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi :
riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso. La scommessa è ridare prospettiva a un ruolo dell´Europa quale principale protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta impossessandosi della Russia di Putin;
imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di trasformare in
egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" è necessario intensificare i controlli e imporre l´applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo;
sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati;
ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;
respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università e alla ricerca, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E´ una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo è colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l´esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo è costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà;
rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;
sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico;
sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono
intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l´acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo è un´idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un´idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell´esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al
centro la massima efficienza nell´uso delle risorse e l´uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E´ fondamentale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.
Contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l´immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.
Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno.
L'attuale minoranza parlamentare non è certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com'è da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui è sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali). Bisogna invece sapere cogliere il carattere
sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l´ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.
Al tal fine proponiamo la convocazione per il 11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un´iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento è contribuire all´avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

lunedì 8 settembre 2008

Il Ministro La Russa omaggia i fascisti dell'esercito di Salò

Vergogna, schifo, sdegno, questo è quello che si prova ad ascoltare le parole del Ministro della Difesa La Russa che ha commemorato in questa giornata i caduti della repubblica fascista, asservita ai tedeschi e ai nazisti, mettendo sullo stesso piano il cordoglio per i morti della Resistenza e quelli di Salò, presentati come dei patrioti. L'ex missino, che ha giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza, si sente legittimato a parlare di storia per la vittoria elettorale di aprile e insieme al sindaco ex missino Alemanno (che ha condannato solo le leggi razziali, lasciando intendere che quel regime ha commesso solo quell'errore - Vergogna!!!) rilascia dichiarazioni che dovrebbero portare ad un moto di ribellione civile. Invece la reazione del PD e dell'opposizione parlamentare è sottotono, inadeguata ad essere educati: si sa questi sono tempi di dialogo istituzionale, che non può essere turbato. C'è il programma della loggia P2 da portare a termine, bisogna massacare la giustizia, rendere impuniti i potenti, mica scherzi. Chissà, caro ministro La Russa, Matteotti e Gramsci saranno morti di freddo, in fondo nelle colonie e nell'impero abbiamo solo costruito ospedali e scuole, le alleanze con i nazisti e la seconda guerra mondiale sono solo un incidente di percorso. VERGOGNA!!!!!!

domenica 17 agosto 2008

Licenziato Dante De Angelis

Lui si occupa della sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri: risposta: LICENZIATO per la seconda volta. Dopo aver denunciato i guasti dei treni ETR 500 (nei giorni 14 e 22 luglio si sono letteralmente spezzati due treni durante le manovre) e la scarsa manutenzione il macchinista Dante De Angelis ha avuto notizia del licenziamento il giorno di Ferragosto al ritorno al lavoro, una barbarie che la dice lunga sulla natura vessatoria del provvedimento. Dante è un RLS, cioè un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza; ha fatto insomma bene il suo lavoro. Perciò contro il provvedimento di Trenitalia si è subito scatenato un putiferio sulla rete, sui giornali e sui TG nazionali e per questo si è attivata una petizione che ne chiede il reintegro immediato.

lunedì 11 agosto 2008

TG1, TG2, TG3: come il Cinegiornale Luce

Ormai è sempre più evidente la funzione di propaganda dei tre telegiornali RAI, che della Cina conoscono solo il Tibet dei monaci buddhisti (monaci schiavisti che hanno visto ridotto il loro potere dalla gloriosa rivoluzione cinese di Mao in poi) e grancassa delle provocazioni della CIA e degli occidentali. Così come è indegna la presentazione del conflitto giorgiano, causato dalla invasione da parte del piccolo satrapo filo - occidentale Mikhail Saakashvili (con il beneplacito di Condy Rice e del governo degli Stati Uniti) del piccolo territorio della Ossezia del Sud legata da sempre alla Russia. Mano a mano che i giorni passano, si sta facendo passare l'aggredito, cioè la Russia (la Georgia infatti aveva attaccato il piccolo contingente russo di interposizione in Ossezia) come aggressore, soltanto perchè la forza militare dei due contendenti è chiaramente in favore della Russia. Il piccolo satrapo in realtà e i suoi padroni americani hanno sbagliato i conti: troppo grandi sono gli interessi e la Russia di certo non mollerà. Di certo, dai telegiornali nazionali, sempre più anticomunisti viscerali (basti notare che quando si parla di Cuba gli interventi sono sempre dei nemici della rivoluzione: Carlos Franqui sul tg di RAI1 docet. Perchè non hanno sentito il dovere, per essere completi, di intervistare anche gli estimatori di Cuba come Gianni Minà?) e sempre più filoamericani come il nostro governicchio, ne sentiremo ancora delle belle!!! E poi parlano di diritti umani e di libertà di espressione, che in Italia come è noto ormai da tempo sono cose che non esistono (rispetta i diritti umani un paese come l'Italia che propone la schedatura con le impronte digitali dei bambini rom? oppure che rinchiude gli emigrati nei lager chiamati Centri di Permanenza Temporanea? e gli Stati Uniti da quando sono un modello di civiltà? forse ci dimentichiamo che hanno invaso Iraq e Afghanistan, che torturano i prigionieri nelle prigioni nascoste, che violano i diritti umani ormai senza pudore? Di questi temi, quando ne parliamo?)

venerdì 1 agosto 2008

Dopo il Congresso di Rifondazione

Dopo la sconfitta di coloro che vogliono un partito della rifondazione non più comunista, non più marxista (Vendola, Bertinotti & soci) spero che l'unità dei comunisti si faccia davvero, per affrontare una fase difficile, nella quale il p2ista Berlusconi, il padrone insomma, governa il paese servendosi delle sue potenti TV e dei media a lui asserviti. L'inesistenza dell'opposizione, con un PD servo soltanto degli interessi delle banche, delle multinazionali e degli Stati Uniti obbliga questo percorso. Due partitini comunisti non servono alla classe lavoratrice di questo paese. Ci auguriamo che prevalga il buon senso.

lunedì 21 luglio 2008

BARBARIE ISRAELIANA

L'organizzazione non governativa israeliana B'tselem ha diffuso ieri un video shock in cui appare un soldato israeliano che spara ad un palestinese. È una totale vergogna e rappresenta la violazione ennesima di ogni convenzione e diritto internazionale a cui Israele purtroppo ci ha da sempre abituati.

Unità dei Comunisti

L'appello lanciato dal segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto incontra il nostro più totale favore e l'auspicio che anche in Rifondazione vinca una linea del genere, anche considerando il fatto che purtroppo Vendola si ripropone di superare il partito comunista in una indistinta, fallimentare e utile solo al capitale "costituente di sinistra". Auspichiamo che nonostante la mozione Vendola sia di maggioranza relativa, le altre posizioni facciano pesare i propri voti per scongiurare l'ennesima Bolognina. È l'ora della chiarezza, è ora di sapere che è ancora convintamente comunista e chi invece abbraccia posizioni socialdemocratiche. I comunisti sparsi nei due partiti e altrove devono unirsi in un unico partito per poter riprendere la lotta, di cui c'è tanto bisogno. VIVA IL GRANDE PARTITO COMUNISTA!!! HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!