giovedì 8 gennaio 2009

Contro la vergognosa equiparazione tra partigiani e repubblichini, per difendere la Costituzione

Nell'epoca infinita del regno di Berlusconi, ne abbiamo viste tante che ormai non fa più notizia nulla. Dalla definizione di Mangano, mafioso omicida che ha lavorato nella villa del Cavaliere, come "eroe", al continuo attacco alla Magistratura, sottoposta ad un incessante tiro al bersaglio, alla stima espressa da Dell'Utri per Mussolini, fino alla riapparizione del Maestro Venerabile della Loggia massonica eversiva P2, Licio Gelli, fascista mai pentito, che designa come erede proprio l'attuale Presidente del Consiglio. Il tutto con lo scopo ormai palese e dichiarato di modificare in senso plebiscitario e autoritario la Costituzione della Repubblica nata dopo la guerra di liberazione dal nazifascismo. Per poter delegittimare la Carta, in maniera continua si lavora a minarne sia la legittimazione storica (attaccando senza pudore la Resistenza e le forze che hanno dato vita all'Assemblea Costituente, il noto "Arco costituzionale", riabilitando la storia del Fascismo allo stesso tempo) sia le istituzioni (appunto delegittimando il Terzo Potere dello Stato, la Magistratura, con una continua e mistificatoria campagna sui media, per arrivare alla separazione delle carriere tra Magistratura inquirente e Magistratura giudicante già auspicata da Licio Gelli, con l'idea di sottomettere il Pubblico Ministero all'autorità del Governo, così da avere una giustizia diversa per ricchi e poveri, con i primi ormai impuniti e sicuri e gli altri a regime di "tolleranza zero"). Altro pallino del Presidente piduista è arrivare ad una riforma presidenziale, per poter avere una investitura plebiscitaria e governare senza " intralci" in Parlamento (ormai ridotto alla mera approvazione delle leggi presentate dal Governo il più delle volte con voto di fiducia e usando a dismisura la decretazione d'urgenza; del resto già la legge elettorale fa in modo che sia un Parlamento di notabili nominati dalle segreterie dei partiti, che per essere eletti devono dimostrare solo di essere servili ai capi e ai capetti), delienando una nuova forma di stato e di Governo, nella quale il ricco tycoon potrà spadroneggiare e liberarsi anche dai numerosi processi che lo riguardano. Senza dimenticare una forma più spinta e pasticciata di federalismo fiscale, che vedrà il Mezzogiorno privato da importanti risore economiche e praticamente ridotto alla fame (rendendolo così completamete succube delle varie mafie, che a quel punto ridurranno alcune regioni italiane come il Kossovo e i Balcani). Questi risultati possono essere ottenuti appunto cercando di revisionare la storia nazionale (è un processo che va avanti da anni, favorito anche da esponenti del Partito Democratico, cha ha già agito profondamente sul senso comune), per poter svuotare di senso la nostra Costituzione: una proposta vergognosa che circola in questo Parlamento di nani e ballerine, di ignoranti cialtroni, con una opposizione che può tranquillamente essere accusata di "collaborazionismo" (il PD ormai fa solo finta di opporsi, l'Italia dei Valori fa opposizione settoriale sul tema della Giustizia, non esprimendo ancora una visione politica complessiva), è quella di equiparare, attraverso la creazione dell'Ordine del Tricolore ("ai combattenti che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente e aderirono a Salò") e con tanto di assegno vitalizio, i vermi fascisti repubblichini alleati dei nazisti ai partigiani tramite la proposta di disegno di legge n. 1360 presentata dal PdL, nella fattispecie dal deputato socialista Lucio Barani. Ironia della sorte, è un deputato socialista (Nuovo PSI) che si rende responsabile di questo tradimento alla Carta Costituzionale (il Partito che fu del Presidente partigiano Sandro Pertini, il più vecchio partito della sinistra italiana, partito antifascista e operaio, ridotto a brandelli dal degno predecessore di Berlusconi, il ducetto latitante Bettino Craxi). Al di là dello sdegno e dello schifo verso tali persone ed eventi (il Ministro della Difesa La Russa aveva già il 2 giugno del 2008, festa della Repubblica, commemorato i repubblichini di Salò) non sfugga il quadro complessivo di tutte queste vicende: ci troviamo di fronte allo svuotamento e all'attacco finale verso la Costituzione della Repubblica, cosa che non può non allarmare gli antifascisti e i sinceri democratici di questo sventurato Paese.
PS: si legga l'intervista di Repubblica al Presidente emerito della Corte Costituzionale Giuliano Vassalli cliccando qui, che si esprime su questa squallida proposta.

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